Tutte le competenze che non possono essere facilmente riprodotte dalle macchine, come la quasi totalità delle soft skills la leadership, l’assertività, l’intelligenza emotiva, la creatività o il pensiero critico, stanno acquisendo una centralità sempre maggiore ambito manageriale, in particolare nell’attuale momento storico apparentemente monopolizzato dall’impatto che l’intelligenza artificiale ha sul contesto professionale.
Lo sviluppo e la diffusione dell’intelligenza artificiale, così denominata con un termine oggettivamente improprio poiché è un in realtà si tratta di modello statistico-matematico complesso, ma non intelligente, comporteranno, infatti, che le conoscenze saranno sempre più alla portata di tutti, diventando nell’insieme sostanzialmente una commodity e in quanto tali perderanno molto del valore che storicamente hanno rappresentato nelle dinamiche personali e professionali.
Nel settore manageriale, quindi, la differenza non sarà più determinata prevalentemente dalle competenze tecniche e organizzative, ma soprattutto dalle capacità personali, cioè quelle abilità che sono intrinseche alla persona, alle sue capacità e alla sua personalità. Nella gestione aziendale non sarà quindi sufficiente avere informazioni fornite dall’intelligenza artificiale riguardo metodologie o strategie di business per poter condurre un efficacemente processo, un’innovazione organizzativa o un nuovo modello di business. Le informazioni ottenute dall’intelligenza artificiale, sempre più accessibile, non saranno adeguatamente utilizzabili nei processi se non metabolizzate ma trattate staticamente; quest’ultime devono invece essere elaborate e assimilate prima di poter essere contestualizzate, applicate e integrate efficacemente nella pratica aziendale.
Nel prossimo futuro, quindi verranno premiate sempre di più le competenze comportamentali, la visione strategica e d’insieme, l’apertura al miglioramento e al nuovo, le capacità di lettura dei dati, le esperienze pregresse ma in generale le abilità personali che in ogni caso faranno e continueranno sempre di più a fare la differenza in ambito manageriale.
Secondo un’indagine condotta su un ampio numero di manager aziendali, la maggioranza degli intervistati vorrebbe essere supportato dalla propria organizzazione a immaginare come utilizzare le proprie competenze distintamente umane in un futuro sempre più tecnologico.
L’Intelligenza artificiale è molto potente nel trovare agevolmente specifici pattern, nell’analisi di dati e situazioni complesse e nell’automatizzare processi, ma manca completamente di capacità creative, strategiche, e interpretative e del contesto etico e morale.
Queste capacità riconducibili all’intelligenza naturale saranno fondamentali nel prossimo futuro.
Alessandro Amadio 28.12.2024















